Classificazione disturbi psichiatrici

dsm IV trBREVE DESCRIZIONE

DEI DISTURBI PSICHIATRICI

   

1. Disturbi schizofrenici 

Sono le malattie mentali tradizionalmente trattate dalla psichiatria a cui fanno capo tutte le psicosi (gravi patologie mentali in cui non c’è coscienza di malattia).  


2. Disturbi dell’umore

Sono i disturbi dell’affettività. Comprendono le forme ipotimiche (depressione) ipertimiche o espansive (ipomania e mania) e miste (disturbo bipolare, e ciclotimia). 


3. Disturbi di personalità
 

I disturbi di personalità rappresentano un modello di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo; esso è pervasivo e inflessibile, esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo e determina disagio o menomazione. Per definizione, un disturbo di personalità è un modo costante di pensare, sentire, e comportarsi relativamente stabile nel tempo.

I disturbi di personalità a loro volta si suddividono in:

disturbo borderline di personalità: caratterizzato da instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e degli affetti, e da marcata impulsività. Racchiude, in modo variabile da caso a caso, un po’ tutti i disturbi di personalità successivamente descritti.

disturbo paranoide di personalità: caratterizzato da sfiducia e sospettosità, per cui le motivazioni degli altri vengono interpretate come malevole.

disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: caratterizzato da preoccupazione per l’ordine, perfezionismo ed esigenze di controllo.

disturbo antisociale di personalità: caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti degli altri.

disturbo istrionico di personalità: caratterizzato da emotività eccessiva e da ricerca di attenzione.

disturbo narcisistico di personalità: caratterizzato da grandiosità, necessità di ammirazione, e mancanza di empatia.

disturbo dipendente di personalità: caratterizzato da comportamento sottomesso e adesivo legato ad un eccessivo bisogno di essere accuditi.

disturbo evitante di personalità: caratterizzato da inibizione, sentimenti di inadeguatezza, e ipersensibilità ai giudizi negativi.

disturbo schizoide di personalità: caratterizzato da distacco dalle relazioni sociali e da una gamma ristretta di espressività emotiva.

disturbo schizotipico di personalità: caratterizzato da disagio acuto nelle relazioni strette, distorsioni cognitive o percettive, ed eccentricità nel comportamento.

disturbo sadomasochistico di personalità: caratterizzato dal piacere nell’infliggere e dolore tanto agli altri che a sé stessi (presenza di tratti sia sadici che masochistici).

disturbo sadico di personalità: caratterizzato da comportamenti aggressivi, crudeli ed umilianti verso gli altri

disturbo depressivo di personalità: caratterizzato da sentimenti di pessimismo, infelicità, solitudine e malinconia, con tratti di meticolosità, perfezionismo, coscienziosità eccessiva, scarsa autostima, sentimenti di inadeguatezza autocritici e sprezzanti.
disturbo passivo-aggressivo (o negativistico) di personalità: caratterizzato da una sottostante aggressività che si esprime passivamente attraverso la mancanza di cooperazione, fino all’ostruzionismo, la procrastinazione, l’ostinazione, l’inefficienza, pur tentando il soggetto di porsi in una posizione di dipendenza nelle relazioni interpersonali sulle quali, tuttavia, trova da ridire e da lamentarsi.


4. Disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia comprendono i seguenti: 

  • disturbo di panico senza agorafobia;
  • disturbo di panico con agorafobia;
  • agorafobia senza anamnesi di disturbo di panico;
  • fobia specifica, fobia sociale;
  • disturbo ossessivo-compulsivo;
  • disturbo post-traumatico da stress;
  • disturbo acuto da stress;
  • disturbo d’ansia generalizzato;
  • disturbo d’ansia dovuto ad una condizione medica generale;
  • disturbo d’ansia indotto da sostanze;
  • disturbo d’ansia non altrimenti specificato.

Nel contesto di molti di questi disturbi si manifestano attacchi di panico ed agorafobia

che secondo i criteri del DSM IV corrispondono a:

– l’attacco di panico corrisponde a un periodo preciso durante il quale vi è l’insorgenza improvvisa di intensa apprensione, paura o terrore, spesso associati con una sensazione di catastrofe imminente. Durante questi attacchi sono presenti sintomi come dispnea, palpitazioni, dolore o fastidio al petto, sensazione di asfissia o di soffocamento, e paura di “impazzire” o di perdere il controllo.

– l’agorafobia è l’ansia o l’evitamento verso luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto in caso di un attacco di panico o di sintomi tipo panico.


5. Disturbi somatoformi

La caratteristica comune dei disturbi somatoformi è la presenza di sintomi fisici che fanno pensare ad una condizione medica generale, da cui il termine somatoforme, ma che non sono invece giustificati da una condizione medica generale, dagli effetti diretti di una sostanza, o da un altro disturbo mentale. I sintomi devono causare significativo disagio o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree. I sintomi fisici non sono intenzionali (cioè sotto il controllo della volontà). I disturbi somatoformi differiscono dai fattori psicologici che influenzano le condizioni mediche per il fatto che non vi è nessuna condizione medica generale diagnosticabile a cui possano essere pienamente attribuibili i sintomi fisici.

6. Disturbi dell’alimentazione
I disturbi della alimentazione sono caratterizzati dalla presenza di grossolane alterazioni del comportamento alimentare. Questa sezione di disturbi comprende due categorie principali, l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa. Accanto a queste, i disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati, quali il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder) e il night eating disorder.
– anoressia nervosa: caratteristico dell’anoressia nervosa è il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale. Si possono individuare dei criteri comuni essenziali per poter asserire che si tratta di anoressia nervosa: rifiuto di mantenere un peso normale generalmente al di sotto dell’85% rispetto a quello previsto in rapporto all’altezza e all’età.

– bulimia nervosa: la bulimia nervosa è caratterizzata da ricorrenti episodi di “abbuffate” seguiti dall’adozione di mezzi inappropriati per controllare il peso, come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi, diuretici o altri farmaci; il digiuno o l’attività fisica praticata in maniera eccessiva. Caratteristica essenziale comune ad entrambi i disturbi è la presenza di una alterata percezione del peso e della propria immagine corporea.

7. Disturbi della sessualità
Questo gruppo comprende:

le disfunzioni sessuali caratterizzate da un’anomalia del desiderio sessuale e delle modificazioni psicofisiologiche che caratterizzano il ciclo di risposta sessuale e causano notevole disagio e difficoltà interpersonali). Esse Comprendono:

– i disturbi del desiderio sessuale,

– i disturbi dell’eccitazione sessuale,

– disturbi dell’orgasmo,

– disturbi da dolore sessuale

– altri.

le parafilie (caratterizzate da ricorrenti e intensi impulsi, fantasie, o comportamenti sessuali che implicano oggetti, attività o situazioni inusuali e causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa, o di altre aree importanti del funzionamento). Includono:

– l’esibizionismo;

– il feticismo;

– il frotteurismo;

– la pedofilia;

– il masochismo sessuale;

– il sadismo sessuale;

– il feticismo di travestimento;

– il voyeurismo;

– la parafilia non altrimenti specificata.

i disturbi dell’identità di genere (caratterizzati da intensa e persistente identificazione col sesso opposto, associata a persistente malessere riguardante la propria assegnazione sessuale).


8. Disturbi Dissociativi

La caratteristica essenziale dei disturbi dissociativi è la sconnessione delle funzioni, solitamente integrate, della coscienza, della memoria, della identità o della percezione dell’ambiente. Le alterazioni possono essere improvvise o graduali, transitorie o croniche. Risulta particolarmente importante nella valutazione dei disturbi dissociativi la prospettiva trans-culturale, in quanto gli stati dissociativi possono essere espressioni comuni e accettate di attività culturali o di esperienze religiose in molte società. La dissociazione non dovrebbe essere considerata automaticamente patologica, anche perché spesso non provoca significativo disagio, menomazione, o ricerca di aiuto. Tuttavia un certo numero di sindromi culturalmente determinate caratterizzate da dissociazione causano invece disagio e menomazione, e sono riconosciute come manifestazioni patologiche anche nella popolazione d’origine del paziente.


9. Disturbi fittizi

I disturbi fittizi sono caratterizzati da sintomi fisici o psichici che sono prodotti o simulati intenzionalmente al fine di assumere il ruolo di malato. Essi si distinguono dagli atti di simulazione in quanto sebbene in entrambi i casi l’individuo produca i sintomi intenzionalmente, nella simulazione ha uno scopo che risulta facilmente riconoscibile alla luce della conoscenza delle circostanze ambientali. Nei disturbi fittizi, invece, la motivazione è il bisogno psicologico di assumere il ruolo di malato, come è dimostrato dalla assenza di incentivi esterni per tale comportamento. La simulazione può essere considerata un comportamento adattivo normale in certe circostanze, mentre per definizione una diagnosi di disturbo fittizio comporta sempre la presenza di psicopatologia.


10. Delirium

E uno stato confusionale acuto ad insorgenza rapida, di durata transitoria, con fluttuazioni giornaliere, capacità attentava ridotta, pensiero disorganizzato, tendenza all’addormentamento con disturbi del ritmo sonno-veglia, disturbi della percezione (illusioni, allucinazioni), ecc. la causa è organica in seguito all’assunzione di sostanze tossiche, traumi cranici, neoplasie cerebrali, malattie sistemiche, metaboliche, infettive.


11. Disturbi correlati ad una condizione medica generale

E’ caratterizzato dalla presenza di sintomi mentali che sono ritenuti la conseguenza fisiologica diretta di una condizione medica generale. Lo scopo di distinguere le condizioni mediche generali dai disturbi mentali è quello di incoraggiare l’accuratezza delle valutazioni e di fornire uno strumento pratico e rapido per favorire la comunicazione tra operatori sanitari.


12. Disturbi correlati all’uso di sostanze

I disturbi correlati a sostanze comprendono disturbi secondari all’assunzione di una sostanza di abuso (incluso l’alcool), agli effetti collaterali di un farmaco e all’esposizione a tossine. I disturbi correlati a sostanze si dividono in due gruppi: i disturbi da uso di sostanze e i disturbi indotti da sostanze.

Nel DSM IV il termine “sostanza” può riferirsi a una sostanza di abuso, a un farmaco, o a una tossina.

Le sostanze sono raggruppate in 11 classi:

alcool;

amfetamine o simpaticomimetici ad azione simile;

caffeina;

cannabis;

allucinogeni;

inalanti;

nicotina;

oppiacei;

fenciclidina (PCP) o arilcicloexilaminici ad azione simile;

sedativi;

ipnotici o ansiolitici.

Queste 11 classi condividono manifestazioni simili: l’alcool condivide manifestazioni con i sedativi, ipnotici e ansiolitici; la cocaina condivide manifestazioni con le amfetamine o simpaticomimetici ad azione simile. Sono pure inclusi in questa sezione i disturbi correlati a sostanze diverse o sconosciute (che includono la maggior parte dei disturbi correlati a farmaci o tossine) e la dipendenza da più sostanze. Anche molti farmaci prescritti e da banco possono causare disturbi correlati a sostanze così come l’esposizione ad un ampio spettro di altre sostanze chimiche. 


13. disturbi di adattamento

La caratteristica fondamentale di un disturbo dell’adattamento è lo sviluppo di sintomi emotivi o comportamentali clinicamente significativi in risposta ad uno o più fattori psicosociali stressanti identificabili. I sintomi devono svilupparsi entro 3 mesi dall’esordio del fattore o dei fattori stressanti. La rilevanza clinica della reazione è indicata dal notevole disagio, che va al di là di quello prevedibile in base alla natura del fattore stressante, o da una significativa compromissione del funzionamento sociale o lavorativo (scolastico). Il fattore stressante può essere costituito da un singolo evento (ad es. la fine di una relazione sentimentale), oppure possono esservi fattori stressanti multipli (es. notevoli difficoltà negli affari e problemi coniugali), possono essere ricorrenti (es. associati con crisi economiche legate a oscillazioni stagionali degli affari) o continui (es. il vivere in una zona ad alta criminalità). I fattori stressanti possono interessare un singolo individuo, un’intera famiglia, oppure un gruppo più ampio o la comunità (es. in un disastro naturale). Alcuni fattori stressanti possono essere associati ad eventi specifici dello sviluppo (es. andare a scuola, lasciare la casa dei genitori, sposarsi, diventare genitore, mancare obiettivi professionali, andare in pensione). I disturbi dell’adattamento possono insorgere in ogni fascia di età, e maschi e femmine ne sono equamente affetti.


14. Disturbi del controllo degli impulsi
 

La caratteristica fondamentale dei disturbi del controllo degli impulsi è l’incapacità di resistere ad un impulso, ad un desiderio impellente, o alla tentazione di compiere un’azione pericolosa per sé o per gli altri. Nella maggior parte dei disturbi descritti in questa sezione, il soggetto avverte una sensazione crescente di tensione o di eccitazione prima di compiere l’azione, e in seguito prova piacere, gratificazione, o sollievo nel momento in cui commette l’azione stessa. Dopo l’azione possono esservi o meno rimorso, autoriprovazione, o senso di colpa. In questa sezione sono inclusi alcune dei seguenti disturbi:

– disturbo esplosivo intermittente, caratterizzato da saltuari episodi di incapacità di resistere agli impulsi aggressivi;

– cleptomania, caratterizzata dalla ricorrente incapacità di resistere all’impulso di rubare oggetti che non hanno utilità personale o valore commerciale;

– piromania, caratterizzata dalla abitudine ad appiccare il fuoco per piacere, gratificazione, o alleviamento della tensione;

– gioco d’azzardo patologico, caratterizzato da un comportamento maladattivo ricorrente e persistente di gioco d’azzardo.


15. Disturbi del sonno

I disturbi del sonno si dividono in quattro sezioni principali secondo l’eziologia presunta:
– disturbi primari del sonno (si presume insorgano da anomalie endogene dei meccanismi di generazione o di regolazione del ritmo sonno-veglia, spesso complicate da fattori di condizionamento);

– il disturbo del sonno correlato ad altro disturbo mentale (implica un vissuto intenso di disturbo del sonno conseguente ad un disturbo mentale diagnosticabile

– spesso un disturbo dell’umore o un disturbo d’ansia – ma sufficientemente grave da richiedere un’attenzione clinica indipendente);

– il disturbo del sonno dovuto ad una condizione medica generale (implica un vissuto intenso di disturbo del sonno conseguente agli effetti fisiopatologici diretti di una condizione medica generale sul sistema sonno-veglia);

– il disturbo del sonno indotto da sostanze (implica rilevanti vissuti di disturbo del sonno conseguenti all’uso concomitante, o alla recente interruzione dell’uso, di una sostanza – farmaci inclusi).
Nella diagnosi di un disturbo del sonno, deve essere tenuta in considerazione l’età del soggetto preso in esame.  

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