Dipendenza affettiva 1: soffrire per gli altri

Soffernza affettivaDi Antonio Floriani *

Per dipendenza affettiva si intende una problematica psicologica in cui il soggetto che ne è affetto vive in modo molto intenso e problematico le relazioni sentimentali o affettive, non riuscendo a mantenere una propria identità ed autonomia nella storia di coppia. Per tale ragione, tanto la relazione in sé, quanto la paura dell’abbandono, della separazione e della solitudine, generano un costante stato di tensione emotiva, se non un vero proprio stato ansioso con conseguenze sul piano dell’umore, delle relazioni, dell’autostima, con frequente perdita della fiducia in se stessi e spesso anche negli altri.

La presenza dell’altra persona, il partner, non è più una libera scelta ma diventa bensì una necessità, senza la quale la propria esistenza sembra annullarsi e non avere più senso. I soggetti che soffrono di dipendenza affettiva possono così mettere in secondo piano, fino ad annullarli, i propri bisogni personali e desideri, “sacrificandoli” per l’altra persona e creando con questa una relazione simbiotica.

In questi soggetti sono frequenti oscillazioni dell’umore, dell’autostima, così come il continuo cambiamento delle decisioni che riguardano tanto la quotidianità, quanto progetti e obiettivi. All’inizio le relazioni sembrano essere appaganti e gratificanti, ma successivamente gli eventi o il precipitare di situazioni specifiche genera un’alterazione dell’equilibrio tra il dare e il ricevere, tra il proprio confine e lo spazio condiviso, e ciò fa sì che la relazione, fino a quel momento percepita come gratificante e rassicurante, si trasformi in una situazione ingabbiante e quindi dolorosa.

La relazione che caratterizza una dipendenza affettiva è una forma patologica di amore in cui il soggetto individua lo scopo della propria esistenza, ponendo in essa la soluzione dei problemi personali e il riempimento dei vuoti affettivi.

Esistono confini estremamente sottili tra ciò che caratterizza un rapporto di coppia funzionale e ciò che diviene dipendenza. La distinzione tra amore e dipendenza affettiva è rappresentata dal grado di autonomia dell’individuo e nella sua capacità di trovare un senso in se stesso anche in assenza dell’altro. Una relazione sana va percepita nella sua completezza in cui è possibile donarsi senza annullarsi, senza perdersi nell’altro.

La dipendenza affettiva è frequentemente supportata da una dinamica in cui il partner del soggetto “dipendente affettivo” è anch’egli un soggetto portatore di problematiche affettive. La presenza di una dipendenza nel partner (da alcol, da droghe ma anche di altra natura) diventa un ulteriore elemento di problematicità che amplifica la dinamica in senso patologico che può evolvere, in tal caso, in un vero e proprio quadro di codipendenza (o co-dipendenza). In questo caso, i problemi del compagno o della compagna diventano un’ulteriore giustificazione che legittima il dedicarsi interamente all’altro, allontanando la prospettiva di condurre un’esistenza per sé. Altre volte ancora, la persona amata può essere rifiutante, sfuggente o risultare irraggiungibile, per esempio già impegnata o non interessata alla relazione. In entrambi i casi, quello che seduce è la lotta: la dipendenza si alimenta del desiderio di essere amati proprio da chi non ricambia in modo soddisfacente e cresce in proporzione al rifiuto.

La persona che soffre di dipendenza affettiva tende a soffocare i propri desideri ed interessi, a limitarsi nel manifestare le proprie  idee, per dedicarsi all’altro, per non contraddirlo o per non perderlo, ma inevitabilmente viene delusa ed il suo amore prende la forma del  risentimento.

La relazione diventa così una vera a propria dipendenza, senza la quale il soggetto si sente perso, e i cui stati e sintomi sono analoghi a quelli di una qualsiasi altra dipendenza, quali la tolleranza, l’astinenza, il craving.

Il soggetto si trova così in una situazione paradossale e di forte conflitto, oscillante tra l’incapacità di continuare la relazione e l’impossibilità di abbandonarla, per via delle paure, del dolore e dell’angoscia che tanto lo stare assieme, quanto il lasciarsi provocano.

Il principale impedimento nella risoluzione delle dipendenze affettive è l’ammissione di avere un problema. La difficoltà nell’individuazione del problema risiede anche nella “speranza” di un cambiamento “spontaneo” delle dinamiche di coppia, in un contesto relazionale in cui si sono consolidati dei copioni da cui è difficile uscire.

L’inizio del cambiamento corrisponde, generalmente, al momento in cui si sperimentano i sentimenti di perdita e disperazione che rappresentano la possibilità di annullare le illusioni che hanno nutrito a lungo il rapporto patologico. È questo il momento in cui si è più disposti a chiedere aiuto, e che può essere l’occasione per iniziare un percorso psicologico di cambiamento, finalizzato alla consapevolezza ed alla costruzione di legami sentimentali più appaganti e quindi più stabili.


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* Antonio Floriani è medico psicoterapeuta, criminologo, Direttore del Centro LiberaMente di Genova. Esperto in dipendenze e comportamenti d’abuso, lavora da molti anni, a diversi livelli, nel settore. Per informazioni o per fissare un appuntamento, contattate il Centro LiberaMente ai recapiti che trovate cliccando qui o scrivete all’indirizzo antonio.floriani@centroliberamente.it

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