New addictions: le dipendenze tecnologiche

Dipendenza internetArticolo di Antonio Floriani*

Sono sempre più frequenti i casi di persone che, a qualsiasi età, si ritrovano affetti da dipendenze patologiche. Oltre alle dipendenze “tradizionali”, ovvero quelle da sostanze (alcol e droghe), la fanno da padrona quelle legate alle tecnologie, ai contesti dell’età contemporanea: gioco, internet, social-network, shopping compulsivo, realtà virtuali. Una ricerca del Ministero della Salute effettuata nel 2014 parla di 700.000 italiani a rischio di instaurare una dipendenza da gioco e di 300.000 già assorbiti dal vortice del gioco.

A ritrovarsi affetti da una dipendenza sono adolescenti, adulti, anziani. Nell’adolescenza le dipendenze più frequenti sono relative ai giochi di ruolo ed ai social networks. In età adulta, i sintomi più frequenti sono scatenati dai giochi d’azzardo, dalla ricerca spasmodica di informazioni e dal desiderio compulsivo di visitare siti pornografici.

A soffrire maggiormente di dipendenza da internet sono gli adolescenti dai 13 ai 20 anni: si tratta molto spesso di soggetti intelligenti e razionalmente più maturi di altri, tendenti all’isolamento e con evidenti alterazioni nell’ambito dell’emotività. In Italia l’uso di internet e di tecnologie della comunicazione (televisione, telefonino, consolle, ecc.) da parte degli adolescenti ha un peso consistente: da un sondaggio del 2010 effettuato dalla Società Italiana di Pediatria è emerso che il 75,7% dei ragazzi tra i 12 ed i 14 anni si collega ad internet tutti i giorni (59,3% nel 2008), il 37,2% di questi rimane collegato per meno di 1 ora, il 47,2% da 1 a 3 ore, mentre il 17,2% per più di 3 ore. Gli iscritti a Facebook, sempre in questa fascia d’età sono il 67% (50,9% un anno prima).

Per quanto riguarda, invece gli adolescenti tra i 15 ed i 19 anni, secondo un’indagine ISTAT del 2010, ben l’88,8% (82,9% nel 2009) di loro si collega abitualmente ad internet, percentuale che cala leggermente all’82,1% (77,6%  un anno prima) tra i giovani dai 20 ai 24 anni e cala ancor più sensibilmente, rimanendo comunque significativa, tra gli adulti dai 35 ai 44 anni tra i quali solo il 64,6% (58,2%  un anno prima) si collega abitualmente alla rete. Neanche a dirlo i dati sono in costante crescita.

Vediamo ora i diversi tipi di dipendenze legate alle tecnologie.

La dipendenza da computer è un termine utilizzato per definire l’uso eccessivo del computer, nella misura in cui interferisce con la vita quotidiana. L’uso eccessivo può spiegare i problemi di interazione sociale, l’umore, la personalità, l’etica sul posto di lavoro, relazioni, processi di pensiero, o la privazione del sonno. L’espressioneinternet addiction disorder è stata introdotta nel 1995 da Ivan Goldberg. Tale patologia è reputata compatibile con altri disturbi di carattere compulsivo, come il gioco patologico d’azzardo. L’internet addiction disorder si manifesta sotto varie forme, le più importanti sono descritte di seguito.

La social network addiction e la friendship addiction si presentano come una sorta di dipendenza da connessione, aggiornamento e controllo della propria pagina web o profilo e da amicizia (detta anche amicodipendenza), o meglio la ricerca di nuove amicizie virtuali.

La cybersexual addiction consiste in una vera e propria forma di dipendenza da sesso virtuale, dove il cybersesso è rappresentato dal materiale pornografico in rete o dalle chat a luci rosse.

Le net-compulsion consistono in tre principali comportamenti compulsivi che si possono mettere in atto tramite internet e che hanno in comune la competizione, il rischio e il raggiungimento di un’eccitazione immediata attraverso il gioco d’azzardo on-line, la partecipazione ad aste on-line (E-Bay) e il commercio in rete, oltre a al trading on-line ovvero il gioco in borsa attraverso internet. Tali forme di gioco on-line assumono il ruolo di casinò virtuale in cui entrare e giocare a qualsiasi ora qualsiasi somma di denaro;

Lo shopping compulsivo è caratterizzato da un impulso irresistibile, da un bisogno incontrollabile e da una tensione crescente che possono essere alleviati solo comprando. Oltre alla forma tradizionale che prevede acquisti presso negozi e centri commerciali, sta prendendo sempre più campo l’analoga forma via web, anche per via dello spopolare di siti che pubblicizzano lo shopping on-line, rimarcando il vantaggio di costi ridotti e sconti elevati.

La dipendenza da videogioco, conosciuta anche come video game overuse, definisce un uso eccessivo o compulsivo di giochi per computer e consolle che interferisce con la vita quotidiana. Ci si riferisce a situazioni in cui gli utenti giocano compulsivamente, isolandosi dalla famiglia e dagli amici o da altre forme di contatto sociale, e si concentrano quasi esclusivamente sui risultati nel videogioco piuttosto che altri eventi della vita.

La information overloading addiction è una forma di dipendenza che prevede il sovraccarico di informazioni. Si manifesta con una ricerca estenuante e protratta nel tempo di informazioni, nel tentativo di raggiungere il massimo aggiornamento possibile tramite il web surfing, cioè passando continuamente da un sito all’altro, o attraverso indagini su materiali custoditi in varie banche dati.

La consapevolezza di essere diventati dipendenti da qualcosa sopraggiunge sempre tardi (quando sopraggiunge!) rispetto all’instaurarsi del disturbo. Come ogni dipendenza che si rispetti (si pensi quelle da alcol e da droghe) l’instaurarsi è lento ed insidioso, all’inizio imprevedibile, e la negazione da parte del soggetto diventato dipendente è pressoché una costante. Infatti, tali generi di disturbi da dipendenza sono quasi sempre egosintonici, ovvero il soggetto portatore non avverte i sintomi come disturbanti. Dal suo punto di vista il problema sono piuttosto gli altri che, criticandolo per i suoi comportamenti ed impedendogli di fare le cose che vuole fare, ledono i suoi diritti e lo fanno stare male.

Negli adulti i segni ed i sintomi della dipendenza consistono nell’utilizzo compulsivo e nella progressiva perdita delle relazioni interpersonali, modificazioni dell’umore, alterazione del vissuto temporale, deprivazione del sonno fino a problemi fisici di varia natura. Negli adolescenti, invece, i sintomi di una dipendenza possono svilupparsi in scarsa attenzione allo studio, mancanza di slancio nelle relazioni interpersonali, fino a disturbi fisici e psicologici: cefalea, disturbi visivi, alterazioni dell’umore e disforia, ansia, disturbi del sonno. Parallelamente, la riduzione di interesse per altre attività che non siano internet con il conseguente sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso della rete, di rabbia, frustrazione, agitazione psicomotoria, ansia, depressione, ovvero veri e propri sintomi astinenziali che rimarcano la difficoltà (percepita come “impossibilità”) di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di internet.

Conclusioni

Le dipendenze patologiche (da sostanze – alcol e droghe – e non) sono in forte aumento, tanto tra i giovani quanto tra i meno giovani. Esse comportano una grave compromissione della vita di chi ne è affetto e dei suoi familiari, andando ad intaccare tutte le sfere dell’esistenza (salute fisica, psichica, relazioni, affetti, scuola, lavoro, ecc.). È utile, quando possibile, intervenire prontamente rivolgendosi ai Servizi e ai professionisti esperti della materia. Il superamento di qualsiasi forma di dipendenza permette al soggetto che ne è affetto di riconquistare la serenità e rientrare in contatto con il mondo di relazione da cui la dipendenza lo aveva allontanato.


* Antonio Floriani è medico psicoterapeuta, criminologo, mediatore familiare e sociale. Direttore del Centro LiberaMente di Genova, è esperto in dipendenze e comportamenti d’abuso, lavora da molti anni, a diversi livelli, nel settore. Per informazioni o per fissare un appuntamento, contattate il Centro LiberaMente ai recapiti che trovate cliccando qui o scrivete all’indirizzo antonio.floriani@centroliberamente.it

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